L.4/2013 – Norma UNI11491 – Gestione del quadro Europeo

E’ anche grazie al Duro impegno del nostro Fondatore Pr.Harry T. che grazie al suo diretto che oggi esistono delle Leggi sulle discipline bionaturali, dette DBN (termine coniato dal suddetto, Fabio Roggiolani al tempo Presidente della Commissione Salute della Regione Toscana e Gioacchino Allasia, fondatore della scuola ShiatsuKi). Il nostro Presidente in seguito fondò con altri esponenti di Associazioni professionali, il Colap-Coordinamento delle Libere Professioni con il quale proposero e lavorarono alla stesura della L.4/2013 e ad alcune normative UNI di campo. Tra queste la UNI11491

La legge 4/2013 contiene la regolamentazione delle professioni non riconosciute, cioè quelle senza albo e non ordinistiche.

L’elenco professioni non regolamentate è fornito dal Ministero dello Sviluppo Economico a mero scopo informativo. La legge in esame regolamenta anche le caratteristiche e i requisiti per la costituzione delle associazioni professionali.

La legge 4/2013 costituisce la normativa di riferimento in materia di ‘professioni non organizzate in ordini o collegi’, o anche ‘professioni associative’. Tale seconda denominazione discende dalla regolamentazione della stessa L. 4/2013 che prevede la possibilità di formare associazioni di natura privatistica per le professioni senza albo.

Le associazioni non hanno vincolo di rappresentanza esclusiva della professione in questione, lasciando così sussistere la possibilità che ne esistano varie per la medesima figura.

La Legge 4 pertanto non crea un elenco di scuole riconosciute. Queste possono quindi seguire una formazione conforme alla normativa UNI dando agio ai propri diplomati di iscriversi nelle associazioni di categoria che ne seguono i dettami o meno.

Pertanto e la L.4/2013 e la Norma UNI sono da intendersi come “Garanti” per il cliente, di un servizio professionale secondo le normative Europee, fino a quando non vi sia una Legge specifica che definisca la professione, come pensato da alcune scuole di pensiero ma anche superfluo in quanto in sede di Regione Europea vige la libera circolazione delle professioni e la L.4/2013 ne recepisce i dettami.

Sebbene le associazioni di professioni non regolamentate forniscano garanzie e alcune garanzie peculiari alla Legge citata, è possibile esercitare le attività della figura anche in autoregolamentazione. E’ ovvio notare che per il cliente, un professionista in autoregolamentazione non dà certezza di controllo da parte di un Ente/associazione terza super partes.

Appartengono all’elenco delle professioni senza albo della legge 4/2013 una serie di figure come, per esempio, tributaristi, amministratori di condominio, consulenti legali in materie stragiudiziali, urbanisti. Vi possono figurare anche professioni nuove come pubblicitari, wedding planner, grafici, Naturopati, Osteopati…

La legge n° 4 del 2013 prevede la possibilità di inserimento in un elenco predisposto dal Ministero dello Sviluppo economico di associazioni professionali. L’inserimento di un’ associazione di professionisti in questo elenco non costituisce in alcun modo un riconoscimento giuridico della professione da essi esercitata. Questo può avvenire solo a seguito di specifici provvedimenti legislativi riguardanti la professione stessa (ad affermarlo è il Ministero dello Sviluppo economico sul suo sito ufficiale),

Si evidenzia, come chiaramente espresso in vari punti della legge (cfr. in particolare l’art.1, comma 4), che possono svolgere l’attività anche i professionisti non iscritti ad alcuna associazione o iscritti ad associazioni non presenti sul sito del Ministero. Il che significa che non esiste una regolamentazione legislativa della professione di naturopata e che nessun vantaggio, in termini di validità legale o di qualsiasi altro tipo deriva dall’appartenenza a una delle associazioni incluse nell’elenco e che indipendentemente dal loro inserimento in detti elenchi queste possano avere una regolamentazione interna che crei criteri di alto livello a beneficio dei clienti che fruiscono i servizi dei professionisti iscritti.

Pertanto come specifica l’art. 2 della legge recita che tali associazioni professionali “non hanno vincoli di rappresentanza esclusiva (es. possono esistere più associazioni per la stessa attività professionale) nè scopo di lucro”. Ciò significa che, purché non violino le disposizioni di legge, possono esistere virtualmente decine di associazioni (o federazioni”) professionali di naturopati, ognuna delle quali avente oggetto, scopi, metodi, caratteristiche completamente diverse.

Proseguendo, ciò significa anche che:

da una parte non esiste nessuna garanzia per i cittadini che l’appartenenza di un professionista al una associazione di naturopati garantisca che tale attività sia svolta secondo criteri definiti a livello nazionale e internazionale,

che ogni associazione può definire la sua naturopatia come meglio preferisce ma che la garanzia al cliente di un servizio professionale e con competenze acquisite di un certo livello, sono date dal fatto il Professionista abbia conseguito una formazione che almeno conforme come punto di partenza, alla normativa UNI e che la sua associazione lo obblighi a determinati standard quali un codice di condotta, l’osservanza del codice del consumo, l’avere un codice deontologico, un’assicurazione RC verso terzi e che sia sottoposto ad un aggiornamento continuo costante ed annuale.

La legge 4/2013, agli articoli 6 e 9, prevede anche la possibilità per il singolo professionista, iscritto o meno ad una associazione, di ottenere, da un organismo accreditato dall’ente unico nazionale di accreditamento, che in Italia è ACCREDIA, la certificazione di conformità ad una “norma tecnica” relativa all’esercizio della professione. Importante capire che tale certificazione è facoltativa e non obbligatoria per l’esercizio della Professione.

Le norme UNI, di carattere volontario, vengono elaborate dall’ UNI (Ente Italiano di Unificazione). Per consultare un elenco delle norme tecniche UNI relative alle attività professionali comprese nella legge 4/2013, è possibile collegarsi al sito UNI, dove è anche possibile avere maggiori dettagli sul ruolo della normazione tecnica e sulle sue modalità di adozione.

Quindi, il preteso obbligo di appartenenza a una associazione o federazione di naturopati per esercitare la professione o il frequentare una formazione ai fini di tale certificazione (ricordiamo facoltativa) “per poter in seguito esercitare ” è una affermazione falsa e penalmente perseguibile in quanto si tratta di “libere professioni intellettuali“.

Altresì sapere di seguire una formazione che rispetti tale norma (nel nostro caso essere stati tra i fautori) è motivo di garanzia nel poter acquisire competenze valide e spendibili a livello Europeo come avremo modo di leggere in seguito.

L’inserimento di una associazione nell’elenco delle associazioni professionali, indetto dal MISE, non attribuisce all’associazione alcun valore, validità legale, diritto o qualifica superiore a quella di scuole e associazioni che rifiutano di essere inserite in tale elenco (come avviene, infatti, per la maggioranza di esse). Di fatto la L.4/2013 ha dato valore alle professioni intellettuali, indipendentemente da detto inserimento e la norma UNI di fatto crea un precedente di garanzia anche in sede di giudizio (vedremo più avanti).

Quindi:

la grande differenza sta nel fare una formazione o essere iscritti in una associazione di categoria che prendano come Punto di partenza e non di arrivo, la norma UNI, che rilascino un diploma se enti formativi o un Attestato professionale se associazioni di categoria, che diano modo al cliente finale di comprendere la bontà, la professionalità e gli obblighi al quale è soggetto il professionista assunto per la consulenza. Si basti notare che la norma UNI per la naturopatia prevede una formazione di 1500ore, mentre ANEA supera le 1.800 ore formative.

Non a caso l’illustre Facoltà di Tor Vergata da anni collabora con ANEA per rilasciare ai suoi Laureati, post Mater di I°liv in Medicine naturali e post formazione integrativa di 800ore presso ANEA, il titolo di NATUROPATA ANEA, proseguendo la convenzione dando ai Naturopati Anea, laureati anche in professioni non attinenti a quelle mediche ma titolati ANEA di frequentare il loro Master di I°liv in quanto la formazione ANEA con le sue basi medico scientifiche, ha riscosso credito e garanzia verso una delle istituzioni universitarie più rinomate d’Europa.

In conclusione, non esiste alcuna regolamentazione legale diretta, una legge sulla e dell’attività professionale di naturopata, perché questa è lasciata a tutte le associazioni e federazioni di naturopati che facciano o meno parte dell’elenco del Ministero definire gli standard qualitativi del loro professionista ma:

E’ altresì importante notare che:

in caso di contezioso tra professionista e cliente:

le associazioni professionali che rispettano l’articolato della L.4/2013 e la normativa UNI possono innescare la camera conciliatoria in seno al proprio perimetro per una risoluzione pacifica tra il loro professionista ed il cliente,

che tale responso ha valore legale in sede di Tribunale, se presentato,

che lo stesso Giudice, trovandosi dinanzi un Naturopata Professionista, diplomato secondo i criteri della norma UNI e che appartenga ad una associazione di categoria che la rispetta, abbia indubbiamente un’idea più chiara del suo esercizio professionale,

in caso di espatrio o di lavoro all’estero, anche in questo caso, come per tutte le professioni ordinistiche e non, vige l’adeguamento alle norme dello STATO ospitante ed anche in questo caso, un naturopata che si trovasse ad esercitare all’estero dovrà certificare le sue competenze professionali e nuovamente, il poter presentare una documentazione che attesti e un curriculum studiorum e l’essere socio di una associazione professionale che segue i dettami della norma UNI, sono indubbiamente motivo di sgravio burocratico.

EUROPA

La norma definisce i requisiti relativi all’attività professionale del naturopata in quadro Europeo delle Qualifiche (EQF). Detti requisiti sono specificati, a partire dai compiti e attività specifiche identificati, in termini di conoscenza, abilità e competenza in conformità al Quadro europeo delle qualifiche (European Qualifications Framework – EQF) e sono espressi in maniera tale da agevolare i processi di valutazione e convalida dei risultati dell’apprendimento. Sono inoltre descritti i prodotti che il naturopata può consigliare, i trattamenti che può eseguire, le attrezzature e i dispositivi utilizzabili nella pratica professionale.

Libera circolazione dei lavoratori e delle professioni in EUROPA:

Una delle quattro libertà di cui beneficiano i cittadini dell’UE è la libera circolazione dei lavoratori. Essa include:

  • i diritti di circolazione e di soggiorno dei lavoratori,
  • i diritti di ingresso e di soggiorno dei loro familiari,
  • e il diritto di svolgere un’attività lavorativa in un altro Stato membro, nonché di essere trattati su un piano di parità rispetto ai cittadini di quello Stato,
  • Il servizio pubblico è soggetto a restrizioni. L’Autorità europea del lavoro funge da agenzia dedicata per la libera circolazione dei lavoratori, compresi i lavoratori distaccati. fonte

si ricorda che in assenza di una normativa specifica (emanata dallo STATO) per la professione del naturopata, nel paese ospitante, vige quanto riportato al paragrafo precedente,

qualora vi siano associazioni professionali di categoria, vige se necessario, l’adeguamento come per i naturopati esteri che vengono ad esercitare in Italia.

  1. Pertanto non conta se un naturopata sia iscritto all’associazione o confederazione XY del paese YZ, asserire ciò è giuridicamente ingannevole e punibile penalmente,
  2. se un Naturopata, qualora volesse iscriversi in una associazione di categoria italiana, dovrà esclusivamente tener conto dei parametri dettati dalla norma UNI a seguito della L.4/2013,
  3. STESSA COSA vale per chi dall’Italia si sposta verso l’estero. Per quanto concerne queste, si rimanda ai paragrafi precedenti.
  4. Se un’associazione di categoria vanta riconoscimenti nei quattro emisferi terrestri, sicuramente potrebbe essere interessante ma per chi scegliesse di fare il naturopata in ITALIA, valle solo e comunque il punto 2 soprastante, sicuro anche del fatto che tale NORMA e tale LEGGE, rispettano il quadro normativo Europeo.

Pertanto, il consiglio che diamo in definitiva, scegliete poco ma scegliete bene

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